Sito, catalogo, contatti e contenuti — un canale digitale che si può misurare
La galleria ha quarant'anni di storia, un elenco di mostre che pochi possono
esibire e un catalogo che merita di essere trovato. Oggi non lo è. Questa proposta non parla di
trasformare Maurizio Nobile in un negozio: parla di rendere visibile e misurabile quello che la
galleria è già.
1 · Da dove partiamo
Quattro cose che abbiamo verificato sul sito e nei materiali, non ipotizzato:
Online oggi ci sono 35 opere — 14 dipinti, 9 disegni, 8 sculture,
3 contemporanei, 1 mobile. Quante portarne sul nuovo sito è una decisione vostra: è la prima cosa
che dobbiamo definire insieme.
La scheda Google non è presidiata da nessuno. Nessuno in galleria sa chi
la controlla: significa non avere voce su ciò che compare cercando "Maurizio Nobile", recensioni comprese.
La sezione notizie è ferma dal 2023 e non esiste un blog. Le storie delle
opere, le provenienze e le attribuzioni — cioè la vera competenza della galleria — non sono online.
I contatti sono sparsi tra rubrica, Excel, Mailchimp e il telefono personale.
Solo la lista della newsletter supera i mille iscritti, e vive separata da tutto il resto.
2 · Vendere online: cosa dicono i numeri, e cosa faremo di conseguenza
La domanda giusta non è "mettiamo l'e-commerce sì o no". È: dove il mercato
online esiste davvero. Il rapporto Art Basel e UBS sul mercato dell'arte 2026 risponde
con precisione:
le vendite online valgono il 15% del mercato, il livello più basso dal 2019;
il 63% di ciò che si vende online sta sotto i 50.000, con la maggior
concentrazione fra 5.000 e 50.000;
le opere sopra il milione sono il 2% del venduto online, ma oltre il 56%
del venduto in asta di persona;
le fiere sono salite al 35% delle vendite dei mercanti.
La conseguenza, tradotta
All'inizio l'acquisto diretto lo attiviamo solo sotto una soglia di valore,
qualunque sia la tipologia dell'opera: dipinto, disegno o scultura. La soglia la decidete voi
(da concordare), e i dati qui sopra dicono dove il mercato online esiste
davvero. Sopra quella soglia nessun pulsante d'acquisto: prezzo quando volete esporlo, e
richiesta di informazioni. È lo stesso schema di gallerie come Maddox, che
espone opere da decine di migliaia di sterline senza alcun carrello in pagina. Nessuno le scambia
per un negozio.
Vale la pena dirlo apertamente: nessuno dei vostri pari vende online.
Colnaghi, Robilant+Voena, Trinity Fine Art e Moretti sono su Artlogic; Daniel Katz su MasterArt;
Caretto & Occhinegro su WordPress. Nessuno di loro ha un carrello, e hanno ragione.
La concorrenza vera, quindi, non è la galleria col sito più bello. Sono i portali che raccolgono
l'offerta di molti mercanti in un posto solo: 1stDibs ha oltre mille dipinti
old master a catalogo, con un prezzo medio di vendita attorno ai settemila dollari;
MasterArt ne raccoglie più di quindicimila dai mercanti di alto antiquariato,
e fornisce anche il sito a gallerie come Daniel Katz. Chi cerca un'opera trova prima loro, perché
hanno molte opere e molte pagine. Una galleria singola non li batte sul volume: può però esserci
sopra, e farsi trovare sui nomi degli artisti che tratta. È su questo che lavoriamo.
3 · Cosa facciamo
1
Provare a riprendere la scheda Google. Apriamo la richiesta di proprietà a Google per tornare
padroni della scheda e delle recensioni. Lo diciamo con onestà: l'esito dipende da quale account la
creò a suo tempo e da cosa Google riesce ancora a ricostruire, quindi ci impegniamo a fare tutto il
possibile senza garantire il risultato. Vale comunque la pena provarci subito: oggi quella pagina
parla di voi senza di voi.
2
Un sito nuovo su Shopify, pensato come catalogo. Ogni opera con il suo spazio, immagini a
schermo pieno, condivisione e stampa in PDF della scheda. Il catalogo strutturato per artista, epoca,
scuola, provenienza, tecnica: gli stessi campi con cui un collezionista cerca davvero, e su cui si
costruiscono i filtri. Una pagina per ogni artista trattato, perché è la ricerca per nome proprio
quella che porta i vostri compratori. Perché non restare in Artlogic: là il codice non è modificabile da noi, il
posizionamento su Google non è governabile e non si misura nulla. Non è un giudizio sul software:
è un limite dichiarato dal fornitore stesso.
3
Acquisto diretto sotto la soglia, richiesta di informazioni su tutto il resto. Più la
possibilità di versare un acconto per fermare un'opera, quando la galleria lo ritiene opportuno, e la
visione preventiva prima di impegnarsi.
4
Un solo posto per i contatti. Rubrica, Excel, Mailchimp e le richieste dal sito confluiscono in
un CRM unico, in italiano, che si apre dal browser anche dai computer della galleria. Due elenchi
separati, come nel vostro mestiere: chi compra e chi affida. Ogni richiesta dal sito diventa una
scheda con data, opera e persona.
5
Le newsletter partono dallo stesso sistema dei contatti. Oggi Mailchimp è un'isola: la lista
sta lì e non sa nulla di chi ha scritto dal sito o comprato. Le email le spostiamo dentro il CRM, così
lista e contatti diventano una cosa sola. Il ritmo che già funziona — anteprima, save the date, due
solleciti attorno a mostre e fiere — resta identico. Cambia che si segmenta per paese e interesse, e
che si vede chi apre, chi clicca e chi poi scrive davvero.
6
Blog e contenuti storico-artistici. Le storie delle opere, le provenienze, le attribuzioni.
È il contenuto che Google premia e che un collezionista legge davvero, ed è l'unico terreno dove la
galleria parte avvantaggiata su chiunque. Piano editoriale con pochi pezzi fatti bene, ognuno legato
a un'opera in catalogo.
7
Valutare i portali di settore. MasterArt, 1stDibs, Artsy, Artnet raccolgono l'offerta di molti
mercanti e intercettano ricerche che il vostro sito da solo non vede. Non diamo per scontato che
convengano: prima verifichiamo costi, condizioni e commissioni di ciascuno e
ne parliamo con voi. Se i conti tornano, gestiamo la presenza; se non tornano, lo diciamo.
8
Misurare. Analytics e Search Console attivi, definizione scritta di cosa conta come contatto,
e un quadro periodico di quante richieste arrivano, da dove e su quali opere. Serve prima di tutto a
voi: senza, ogni euro speso è cieco.
9
Il 2027 come campagna-faro. Il quarantesimo della galleria, l'evento di febbraio per ArtCity
in contemporanea con Arte Fiera, la Biennale di Firenze. Sono gli appuntamenti attorno a cui montare
tutto il resto, ed è il motivo per cui conviene partire adesso e non fra un anno.
4 · Cosa non facciamo, e perché
Niente pubblicità a pagamento. Un dipinto importante non si compra da un
annuncio, e il vostro mercato vive di relazione e di fiere. Se un giorno servirà, sarà per riempire
un evento, non per vendere un'opera.
Niente checkout sulle opere di valore elevato. Tecnicamente si può fare.
I numeri dicono che non serve, e prometterlo sarebbe disonesto.
Niente visita 3D delle sale, per ora. È bella, non porta una richiesta.
Se la vorrete, si aggiunge dopo.
5 · Il compenso
C'è un lavoro di costruzione da fare prima che il canale produca qualcosa: il sito e il catalogo,
il sistema dei contatti, la raccolta delle richieste, i contenuti. Sono mesi di lavoro che esistono a
prescindere da quante opere si venderanno, e non possiamo farli gratis. Ma non vogliamo nemmeno
guadagnare due volte sulla stessa cosa.
Per questo il fisso non è un compenso che si somma alla percentuale: è un
minimo garantito che la percentuale riassorbe. Ogni euro che maturiamo sul
venduto viene scalato dal fisso ancora da pagare. Se il variabile arriva a coprirlo,
il fisso si azzera e ci pagate soltanto sui risultati.
Primo anno — costruzione e gestione
8.400 € — 700 € al mese per dodici mesi
È il costo del lavoro, non un abbonamento a uno strumento. Si paga mensilmente; se preferite
chiudere prima, si concentra in sei mesi da 1.400 € e il totale non cambia.
Il meccanismo di riassorbimento vale da subito, non dal secondo anno:
quello che matura sul venduto scala i mesi ancora da pagare, fino ad annullarli.
Dal secondo anno — solo gestione
400 € al mese, e tendenzialmente zero
Il grosso del primo anno è costruzione, e si fa una volta sola: dal secondo resta la conduzione
e il fisso scende a meno della metà. Vale sempre la stessa regola, e a quel punto il canale dovrebbe
già produrre abbastanza da coprirlo per intero. Se ci riesce, dal secondo anno
non pagate alcun fisso. Se non ci riesce, vuol dire che il progetto non ha
funzionato, ed è giusto che il conto lo paghiamo anche noi.
Come funziona, in pratica
La percentuale matura dalla prima vendita riconducibile al canale digitale.
Quanto matura si scala dal fisso ancora dovuto, mese per mese.
Quando il maturato raggiunge il fisso dell'anno, le mensilità successive non
si pagano.
Oltre quella soglia si paga solo la percentuale, sul venduto reale.
A fine anno si tirano le somme una volta sola, senza conguagli a sorpresa.
Considerate le fasce di prezzo con cui lavorate, può bastare una sola opera
venduta perché il fisso dell'anno sparisca. È il modo più chiaro che conosciamo per dirvi
che ci prendiamo anche noi una parte del rischio: se non vendiamo, non ci guadagniamo.
Oltre il canone
Voce
Cosa comprende
Importo
Percentuale sul venduto
Sulle vendite riconducibili al canale digitale, comprese quelle che si concludono in galleria
o in fiera dopo una richiesta arrivata dal sito. Riassorbe il fisso come sopra.
% da concordare
Lavori successivi
Offerta personalizzata in PDF, aree riservate per singolo collezionista, visita 3D delle sale,
presenza sui portali di settore.
a preventivo
I costi fissi degli strumenti, a carico della galleria
Oltre al nostro compenso ci sono degli abbonamenti mensili ricorrenti, che
restano intestati alla galleria e non passano da noi. Li diciamo subito perché non siano una sorpresa
fra sei mesi:
Shopify, la piattaforma su cui vive il sito: canone mensile.
Il CRM, dove stanno contatti, richieste e newsletter: canone mensile,
legato al numero di utenti e di contatti.
Eventuali applicazioni aggiuntive, se serviranno funzioni che la
piattaforma non ha di suo.
Sono spese contenute rispetto al progetto, ma continuative e da mettere in conto.
Gli importi esatti ve li portiamo a preventivo con i listini ufficiali alla
mano: non li stimiamo a occhio.
Da definire insieme
La percentuale sul venduto e come si conta.
La soglia di valore sotto la quale si può acquistare direttamente dal sito.
Quante opere pubblicare sul nuovo sito.
6 · Cosa ci serve da voi
Se in Artlogic esiste un archivio storico da portare dietro — opere
vendute, documenti, contatti — e di che dimensioni. Le 35 opere online si spostano in fretta;
un archivio è un'altra cosa.
Se usate oggi le aree riservate di Artlogic per mostrare in anteprima
opere a singoli collezionisti. Se non le usate, non le ricostruiamo.
Quali moduli Artlogic avete attivi e con quale scadenza contrattuale.
Chi in galleria rivede i testi prima della pubblicazione. Li scriviamo noi:
a voi chiediamo il controllo storico-artistico, che è vostro e non deleghiamo.
Come coordinarci con Artemide, l'ufficio stampa.
Se i prezzi possono essere esposti e su quali categorie.
7 · Come procediamo
I
Messa in ordine. Richiesta di proprietà della scheda Google,
analytics e Search Console attivi, definizione scritta di cosa conta come contatto, inventario di
quello che c'è da migrare.
II
Il sito. Costruzione del catalogo strutturato,
trasferimento delle opere, pagine artista, scheda opera con stampa in PDF, acquisto diretto sui
disegni.
III
I contatti. CRM impostato, contatti riuniti e
ripuliti, richieste dal sito collegate, newsletter spostata.
IV
I contenuti e il 2027. Piano editoriale avviato,
presenza sulle piazze, campagna attorno al quarantesimo.